Bastarda Dentro

Sunday, March 19, 2006

La salute prima di tutto. Lo dice sempre la nonna.

Proprio ora che ero già con la testa al cambio di guardaroba, con la primavera alle porte, mi trovo a letto per una influenza tardiva. Così mi è pure saltato un fine settimana già accuratamente preparato. Per due giorni non ho neanche risposto al telefono. Un mal di testa così non me lo ricordo proprio di averlo mai avuto. E non è neanche una scusa per non fare sesso. In casa in questi 3 giorni sono girati solo un paio di ragazzi assolutamente non interessati al sesso opposto e la mia cara tata (e si, a 33 anni non saprei come fare senza la mia tata che pulisce, lava e stira). Le voglio bene come a mia mamma. anzi di più perchè non rompe i cosiddetti e fa quello che le dico. Oggi per fortuna va un po' meglio così posso postare. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia per via dei commenti malevoli. Maddeche!! Non mi fanno ne caldo ne freddo. Il fatto è che non tutti sono in grado di accettare una persona che si mette a nudo e mette in piazza la sua vita senza filtri (nascosta chiaramente dall'anonimato si capisce, in fondo Bologna è un paesone). Le menate sull'intelligenza, e le altre coglionate perchè non le pensate quando vi fate le seghe mentre girate fra i siti porno alla ricerca di qualche passerina da sbirciare? E' così che va. Fare i sostenuti non cambia la realtà.
Sono situazioni già vissute sulla mia pelle decine di volte. Quando sono arrivata a Bologna a 19 anni passando di botto dal paesello natio alla grande città, finalmente sola, mi sono sentita veramente libera. Credevo che sarebbe stata una avventura bellissima, l'università. Ed effettivamente lo è stata. Piena di omarini disposti a tutto pur di infilartisi nelle mutandine. Quasi tutti partivano con fare sostenuto; e quello con i suoi esami di fisica e quell'altro che conosce tizio e caio che ci possono aiutare per questo e quello, e non manca poi mai quello che ti può far entrare gratis a questa o quella cosa. Perchè lo fanno? Già detto. Per fortuna loro non sono mai stata una che se la tira. Se il ragazzotto davanti mi ispira uno scambio di fluidi corporali non glielo si negava mica.
Non ho più la forza, scusatemi. Magari fra un paio di giorni.

Wednesday, March 15, 2006

Lavorare dopo una serata come quella di ieri è davvero difficile. E lo dice una a cui piace andare a lavorare. Sarà che come dirigente del mio reparto posso sfogare la mia voglia di comandare oppure perchè è qualcosa che ho creato io con la mia fatica e il mio impegno. Il fatto che il vice direttore non stacchi mai gli occhi dalle mie tette ha chiaramente aiutato. E' sbagliato approfittarne? Forse si, ma almeno io non gli ho mai leccato il sedere, come tanti colleghi uomini. Sono convinta che diversi gli darebbero anche il culo se glielo chiedesse. A me non ha mai chiesto niente. Nonostante tutto è una persona corretta. O forse solo stupida perchè probabilmente non avrei avuto il coraggio di fare la difficile. Un ottimo stipendio, un lavoro che mi piace, la possibilità di comperarmi casa (finalmente), valgono senz'altro un quarto d'ora sdraiata sotto al capo. Parafrasando un modo di dire di certi colleghi "mi sono fatta chiavare da uomini ben più brutti".
Le colleghe in ogni caso non mi perdonano la carriera lampo, che chiaramente non è tutto merito delle tette. Se l'avessi data via forse sarebbero meno invidiose.
Non c'è problema. La sera quando esco non spendo un solo secondo a pensare a loro.
Jimmy e Letizia invece approvano, ma cosa vuoi aspettarti da due che dell'essere trasgressivi ne hanno fatto uno stile di vita.

Ho perso il filo. Parlavo di ieri sera. Alle 8 e mezza sono già pronta in strada perchè Jimmy mi deve passare a prendere. Abbiamo una cena da certi amici nostri che stanno sui colli. Io che non ho la macchina, e neppure la patente, devo farmi scarrozzare. Come al solito Jimmy si fa aspettare. Non ce la può fare. E' più forte di lui. E dire che la donna sarei io. Mentre aspetto passano i soliti marocchinitunisiniegizianipakistani che mi guardano sfrontatamente. Ho come l'impressione di essere un oggetto esposto in un negozio. Effettivamente stasera sono proprio una gran figa. Stivale nuovo, gonna corta attillata, giacchetta bianca con tutto l'ambaradan di fuori. Alla cena c'è un mio ex con la sua nuova fiamma e non posso sfigurare. A un certo punto mi accorgo che due di questi tizi hanno rifatto il giro per guardare ancora. Li per li mi incazzo ma poi mi accorgo che non c'è nessuno nelle vicinanze e, passatemi il gergo, mi cago in mano. Mi infilo di corsa dentro al portone con il cuore che batte a mille. Sento dei passi che si avvicinano e qualcuno bussa al portone. "macchevogliono questi qua!". Uno mi chiama per nome "L'avrà letto sul campanello " penso e intanto il cervello parte per la tangente pensando a dove trasferirsi e a quanto mi rompe le palle fare un altro trasloco. "Jimmy ci sta aspettando in macchina" mi grida.
Comecome? Chiamo Jimmy al cellulare e mi conferma che sono amici suoi e che lui è in macchina, fermo in un divieto di sosta. Esco e insieme saliamo in macchina. Jimmy se la ride di brutto alle mie spiegazioni, i suoi due amici un po' meno e io mi sento una deficiente. Questi parlano con un accento bolognese migliore del mio. E ora che la paura è passata mi rendo conto che uno dei due non è niente male.
La serata fila liscia e torno a casa con il numero del tizio in tasca.
Vedremo.

Baci

Tuesday, March 14, 2006

Ho riletto i commenti e devo dire che non sono stata coerente con me stessa. Me la sono presa per un commento malevolo quando da anni mi sono ripromessa di infischiarmene di ciò che gli altri, ma soprattutto le altre, dicono di me.
Il vigile ieri sera è stata una delusione. Tutto un piangersi addosso per i problemi che ha a casa; come se me ne fregasse qualcosa. Non siamo amici, ne mi va che lo diventiamo. Ha una sola cosa interessante, tutto il resto è noia. E' proprio vero che è difficile ripetere una bella esperienza e che forse è meglio tenersi un bel ricordo piuttosto che rovinarlo cercando di ripeterla.
Quando è venuto a casa mia la prima volta, un paio di anni fa, e gli ho messo la mano sulla patta, ha fatto esattamente quello che nelle mie fantasie sessuali sognavo che facesse. Mi ha spinta sul letto, sfilato la gonna (cortissima!!) e tutto il resto, senza che neanche me ne accorgessi, e nel giro di 30 secondi avevo già 10 cm di lingua che mi solleticavano tutti i punti giusti. Avere una faccia barbuta fra le gambe non da sempre le stesse sensazioni. Leccare una vagina non è una cosa che tutti sanno fare, anche se sembra la cosa più facile del mondo. Ne so qualcosa perchè l'ho fatto anche io. Non ho fatto in tempo a pensarlo che già venivo. Mai successo prima! Poi si alza e si spoglia anche lui e mi porge gentilmente un'asta veramente notevole e, per fortuna, pulita e profumata. Gli ho restituito la cortesia. Anche succhiare bene un uccello non è così scontato. Jimmy, il mio più caro amico nonchè gay irriducibile, sostiene che solo un uomo può sapere cosa sente un altro uomo e quindi farlo godere. Forse vale per altre donne ma sicuramente non per me. Il mio vigile godeva e parecchio. Gli uomini non sanno e non possono fingere su queste cose. Quando mi sono girata alla pecorina verso di lui ero così eccitata che mi è entrato dentro in un attimo.
Bel ricordo. Mi capita ancora di masturbarmi pensandoci. E invece ieri sera era tutto un piangersi addosso e chiedermi consigli. A me!! A me che non credo nella coppia e che l'amore lo misura in centimetri.
Ci ho messo mezz'ora per scaricarlo. Ho cercato anche di non ferirlo. Il massimo che potevo fare.

Jimmy ha riso per mezz'ora quando sono andata a casa sua per raccontargli tutto.

Mi sta bene. Proprio io che sfotto sempre Jimmy e Letizia (la sua amichetta a cui piace brucare i cespuglietti di altre ragazze; si è ripassato anche il mio) quando si incaponiscono con delle storie che non hanno un senso. Basta minestre riscaldate, anche se extra large.

Monday, March 13, 2006

BASTARDA DENTRO - Vita di una donna che si è stancata di farsi prendere in giro

Perchè qui e ora ?

Un paio di giorni fa, ad una trasmissione sulla rai, hanno intervistato una ragazza che alla domanda "Cosa fai nella vita ?" ha risposto, con convinzione, "Sono una Blogger".
La ragazza era piuttosto insipida, come tante mie conoscenti, ma in quel momento dandosi quel titolo si sentiva importante.
A guardarla non dava l'impressione di una persona con cose interessanti da raccontare e da condividere, e io raramente mi sbaglio.
Vi sto già antipatica. Non è un problema. Buona parte delle persone che conosco condividono la vostra idea.
Non mi lascio condizionare dai giudizi di persone della cui idea non me ne frega niente.
Ho avuto, e ho tuttora, una vita che io giudico interessante e piena. Potreste conoscere cose, su come una donna vive in proprio essere single a 33 anni, che non vi sareste aspettati. O forse si, se siete maschietti e la vostra fantasia lavora come si deve.
Da dove cominciare? Direi in ordine sparso.
Non sono una racchia inacidita, che sfoga su un blog la mancanza di quella cosa di cui i maschietti vanno tanto fieri (ho un po' di ritrosia a scrivere la parola UCCELLO). Nella mia vita ne ho visti parecchi e tuttora me ne vengono offerti a bizzeffe (colleghi sposati inclusi). Dovrei dire che sono un tipo, ma io mi reputo una bella ragazza (a 33 anni dovrei imparare a definirmi donna ormai).
Ho smesso di aver bisogno dei maschetti per sentirmi felice. Sono utili in certi momenti intimi e alle feste noiose ti fanno almeno compagnia.
Ora che ho iniziato mi sta esplodendo dentro la voglia di raccontare perchè mi sembra che la mia vita mi sembra così speciale e perchè molte delle donne che conosco, o meglio la loro vita le loro storie d'amore (maddeche!), mi facciano pena.
Inizierei da metà raccontandovi di Luciano, vigile urbano qui a Bologna, dove vivo da parecchio tempo. Mi piacerebbe raccontarvi i particolari di come mi abbia abbordato mentre mi faceva una multa (che poi non mi ha fatto) e di come era ridicolo mentre pensava di essere veramente figo ad attaccare pezza con una ragazza mai vista prima. Non vi dico la sua faccia mentre gli davo il mio numero. Come se qualcosa di quello che aveva detto o fatto fosse contato qualcosa! Appena si era avvicinato con il libretto in mano avevo già deciso di lavorarmelo. Almeno questo vantaggio ad una donna con le cose giuste al posto giusto volete lasciarlo? Non pensavo di dargli il mio numero vero ma poi, mentre era di fianco a me con il pacco all'altezza dei miei occhi (sono seduta in macchina) quel bozzo veramente interessante mi ha colpito. Non posso nasconderlo. Volevo vedere se era tutto fumo e niente arrosto. Ma ho un abuona esperienza e li l'arrosto c'era di sicuro. Non che il resto del corpo fosse male, ma direi che quella era senz'altro la parte più interessante, se escludiamo la fede al dito.

Direi che è ora di lavorare. Domani vi racconto se l'arrosto c'era veramente.